A Jan Palach – Francesco Baldini

A Jan Palach

Ne era soffiato di vento,
da quel caldo mercoledì di Agosto.
L’occupazione si fece sempre più nitida.
Le nostre vite come i nostri diritti
erano sempre più compressi,
come per i tetti
la neve d’inverno.

L’alba ogni giorno, sorgeva sempre meno luminosa,
il freddo invase ogni falda del nostro corpo,
il pensiero si spense.

Allora decisi di diventare
io la luce,
io il diritto,
io la libertà.

Questa lettera la lascio a te nonna amata
che il bagliore accechi ovunque l’occhio vada,
gli occhi e la mente della gente di Praga.


Scritta da Francesco Baldini