Nazim Hikmet

Posted By interessati on Gen 31, 2018 |


Sono nato nel 1902

non sono più tornato

nella città natale

non amo i ritorni indietro

quando avevo tre anni

abitavo Alep

con mio nonno pascià

a 19 anni studiavo a Mosca

all’università comunista

a 49 ero a Mosca di nuovo

ospite del comitato centrale

del partito comunista

e dall’età di 14 anni

faccio il poeta

alcuni conoscon bene le varie specie

delle piante altri quelle dei pesci

io conosco le separazioni

alcuni enumerano a memoria i nomi

delle stelle io delle nostalgie

ho dormito in prigioni e anche in alberghi di lusso

ho sofferto la fame compreso lo sciopero della fame

e non c’è quasi pietanza

che non abbia assaggiata

quando avevo trent’anni hanno chiesto

la mia impiccagione

a 48 mi hanno proposto

per la medaglia della Pace

e me l’hanno data

a 36 anni ho traversato in sei mesi

i quattro metri quadrati

di cemento

della segregazione cellulare

ero di guardia davanti alla bara di Lenin ne ‘24

e il mausoleo che visito sono i suoi libri

han provato a strapparmi dal mio Partito

non ci sono riusciti

e non sono rimasto schiacciato

sotto gli idoli crollati.

nel ‘51 con un giovane compagno

ho camminato verso la morte

nel ‘52 col cuore spaccato ho atteso la morte

per quattro mesi sdraiato sul dorso

sono stato pazzamente geloso delle donne ch’ho amato

non ho invidiato nemmeno Charlot

ho ingannato le mie donne

non ho sparlato degli amici

dietro le loro spalle

ho bevuto ma non sono stato un bevitore

ho sempre guadagnato il mio pane

col sudore della mia fronte

che felicità

mi sono vergognato per gli altri e ho mentito

ho mentito per non far pena agli altri

ma ho anche mentito

senza nessun motivo

ho viaggiato in treno in aereo plano in macchina

i più non possono farlo

sono stato all’Opera

i più non ci vanno non sanno

nemmeno che cosa sia

e dal ‘21 non sono entrato

in certi luoghi frequentati dai più

la moschea la sinagoga la chiesa

il tempio i maghi le fattucchiere

ma mi è capitato

di far leggere la mia sorte

nei fondi dei caffè

le mie poesie sono pubblicate

in trenta o quaranta lingue

ma nella Turchia

nella mia lingua turca

sono proibite

il cancro non l’ho ancora avuto

non è necessario che l’abbia

non sarò primo ministro

d’altronde non ne ho voglia

anche non ho fatto la guerra

non sono sceso nei ricoveri

nel mezzo della notte

non ho camminato per le vie

sotto gli aerei in picchiata

ma verso i sessant’anni mi sono innamorato

in una parola compagni

anche se oggi a Berlino sono sul punto

di crepar di tristezza

posso dire di aver vissuto

da uomo

e quanto vivrò ancora

e quanto vedrò ancora

chi sa.

Nazim Hikmet morì a Mosca, il 3 giugno 1963.

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