BB King \ Eric Clapton – The Thrill Is Gone

Posted By interessati on Nov 13, 2018 | 0 comments


Quando fatichi ad alzarti al mattino, hai il blues.

Quando non trovi lavoro, hai il blues.

Quando hai solo pochi spiccioli in tasca, hai il blues.

E quando un amore finisce, quando tutto sembra andare a rotoli e pare proprio che ormai non ci sia via di scampo se non andare via e continuare sul proprio cammino, hai il blues.

 

B.B. King in “The Thrill Is Gone” (blues in minore originariamente composto nel 1951 da Roy Hawkings e Rick Darnell e reso celebre da King stesso) racconta della fine della sua relazione, della delusione che prova nel male che la sua donna le ha fatto, e di tutto ciò che ruota attorno la sua vita sentimentale influenzando anche il suo quotidiano. Lei è cosciente del suo comportamento errato, eppure è come se si dimostrasse ormai noncurante al riguardo e di tutto l’impegno che lui abbia impiegato nei suoi confronti. È la presa di coscienza del Blues Boy che ogni ulteriore sforzo nel tentare un recupero del loro amore sarebbe tanto utile quanto provare a reincollare un vaso ormai andato in frantumi, ormai ricomposto troppe volte in passato, e che la colla tra un frammento e l’altro sarebbe a questo punto davvero troppo evidente da essere ignorata un’altra volta.

 

Sa che patirà molto la sua solitudine, e al contempo che ormai l’unica scelta possibile è quella di allontanarsi, di trovare il distacco da un sentimento ormai malsano (amore o attaccamento?), di farlo per il suo benessere personale, per se stesso, per ritrovare se stesso. È quel momento in cui l’amor proprio ha la meglio su tutte le parole al vento, le promesse vuote, i gesti ormai insignificanti a cui ci si aggrappa con le unghie e coi denti per giustificare ancora una volta il legame, per cercare ossessivamente la spiegazione e l’illusione che esso è ancora vivo e vegeto.

 

C’è sempre una malsana tendenza nell’accettare il dolore e i torti dell’altra parte, di chiudere gli occhi perché non si vuole guardare, perché la verità certe volte fa troppo male per essere abbracciata. E anche se la consapevolezza di essere ormai guarito, “libero dal suo incantesimo”, è stata difficile da raggiungere, da comprendere, finalmente lui ce l’ha fatta e non può far altro che “augurarle il meglio”.

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