Volo di corvi in un campo di grano – Van Gogh

Volo di corvi in un campo di grano è uno tra gli ultimi capolavori dell’artista Vincent Van Gogh.

Questa tela potrebbe essere analizzata in svariati modi, ma ci baseremo principalmente sull’utilizzo dei colori, una chiave per la comprensione delle opere dell’artista.

Partendo dal cielo, si denota una esplicita confusione d’animo, un cielo sul fondo chiaro ma premuto dal blu carico tendente all’oscuro, il ché rappresenta un presunto turbamento dell’artista, qualcosa che egli teneva dentro, come se l’animo stesso fosse sommerso da questa entità oscura.

La strada, che divide il campo di grano, rappresenta l’inizio di un cammino senza aver nulla all’orizzonte. Questo presunto cammino dell’artista, si deduce dall’assenza di compagni, sarà interpretato in solitaria, un po’ come la vita di Van Gogh.

In visione del termine del cammino, si può dedurre dalla presenza di corvi (ove anch’essi proseguono verso la fine), che ciò che si troverà al termine sarà la morte e quindi la fine di ogni cosa.

L’orizzonte è la perfetta metafora della morte, tenendo conto della natura matrigna, quindi ossessiva e schiacciante!

I corvi infatti, oltre a rappresentare la fine di ogni cosa, rappresentano anche la confusione mentale a tal punto da portar alla follia!

Per quanto possa sembrare che Van Gogh rappresenti la realtà comune, egli dipinse la realtà dei suoi sentimenti, ergo decise di incidere con maniera forte e ben visibile la sua instabilità sentimentale, proprio perché in quel frangente di vita percepiva una forte confusione d’animo che riuscì a trasmettere nei suoi dipinti.

La liberazione di San Pietro – Raffaello

La liberazione di San Pietro è un’opera di Raffaello, situata presso la stanza di Eliodoro, nel Vaticano.

Come il pittore urbinese dovette fare per altri dipinti, anche in questo adattò la raffigurazione alla struttura della stanza, e in particolare alla porta presente nella parete.

L’opera inscena il momento in cui San Pietro viene liberato dalle carceri da un angelo.

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(1) Al centro si vede l’arrivo dell’angelo ricoperto da un manto di luce, che appare al santo per liberarlo.

(2) A sinistra ci sono due soldati caduti addormentati con l’avvento dell’angelo e di Pietro.

(3) A destra un soldato cerca di svegliare i compagni vittime del sonno causato dai due personaggi religiosi.

Elemento peculiare è la distinzione dei tre tipi di luce: naturale, artificiale e divina.

Quella naturale proveniente dal crepuscolo; quella artificiale delle candele e quella divina generata dall’angelo.

 

La Primavera – Sandro Botticelli


La Primavera è un dipinto a tempera su tavola, conservata presso la Galleria degli Uffizi a Firenze.
Il dipinto raffigura la creazione e l’inizio della Primavera.
A destra si vedono Zefiro e Flora, da cui nasce la Primavera (la donna che cosparge il prato con dei fiori).
In secondo piano, al centro, ma non meno importante, si vede la figura di Venere, dea della bellezza.
Sopra essa appare Cupido, intento a lanciare uno dei suoi dardi d’amore alle tre grazie che danzano, in basso.
Ultima figura, a sinistra, è Mercurio mentre con un caduceo fa luce tra gli arbusti.
Particolari sono l’armonia e la delicatezza del quadro, che catturano gli occhi di chi lo guarda fin da subito.
Uno dei -fortunatamente- tanti capolavori che ci fa sentire fieri di essere italiani!

Prodotto da Alessandro Greco | CEO

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