Corpo di donna – Pablo Neruda

Corpo di donna

Corpo di donna, bianche colline, cosce bianche,
assomigli al mondo nel tuo gesto di abbandono.
Il mio corpo di rude contadino ti scava
e fa scaturire il figlio dal fondo della terra.
Fui solo come un tunnel. Da me fuggivano gli uccelli
e in me irrompeva la notte con la sua potente invasione.
Per sopravvivere a me stesso ti forgiai come un’arma,
come freccia al mio arco, come pietra per la mia fionda.
Ma viene l’ora della vendetta, e ti amo.
Corpo di pelle, di muschio, di latte avido e fermo.
Ah le coppe del seno! Ah gli occhi d’assenza!
Ah le rose del pube! Ah la tua voce lenta e triste!
Corpo della mia donna, resterò nella tua grazia.
Mia sete, mia ansia senza limite, mio cammino incerto!
Rivoli oscuri dove la sete eterna rimane,
e la fatica rimane, e il dolore infinito.

Pablo Neruda

A tutte le donne – Alda Merini

A tutte le donne

Fragile, opulenta donna, matrice del paradiso
sei un granello di colpa
anche agli occhi di Dio
malgrado le tue sante guerre
per l’emancipazione.
Spaccarono la tua bellezza
e rimane uno scheletro d’amore
che però grida ancora vendetta
e soltanto tu riesci
ancora a piangere,
poi ti volgi e vedi ancora i tuoi figli,
poi ti volti e non sai ancora dire
e taci meravigliata
e allora diventi grande come la terra
e innalzi il tuo canto d’amore.

Alda Merini

Amate, rispettate la donna (Filastrocca) Giuseppe Mazzini

Amate, rispettate la donna (Filastrocca)

Amate, rispettate la donna.

Non cercate in essa solamente
un conforto, ma una forza,
una ispirazione,
un raddoppiamento delle vostre
facoltà intellettuali e morali.

Cancellate dalla vostra mente
ogni idea di superiorità:
non ne avete alcuna.
Un lungo pregiudizio ha creato,
con una educazione disuguale e
una perenne oppressione di leggi,
quell’apparente inferiorità intellettuale,
dalla quale oggi argomentano
per mantenere l’oppressione.

Giuseppe Mazzini

8 Marzo (Filastrocca) Jolanda Restano

8 Marzo (Filastrocca)

Donne, donne, donne
mamme, figlie o nonne
mogli, zie o cugine:
tutte assai carine!

Sorelle, amiche, cognate
superimpegnate,
attive e divertenti
belle e avvenenti!

Maestre, madri o spose
frizzanti e spiritose
affabili e gioiose:
vi offro le mimose!

Con pantaloni o gonne
donne, donne, donne!

Jolanda Restano

Anime e ghiaccio – Francesco Baldini

Anime e ghiaccio

Anime e ghiaccio
mi trasparono dagli occhi
sta cascando il mondo
ma adesso non piango

Devo essere forte,
mostrare un sorriso
che vada oltre la sorte.

Poi quella vocina, 
roca, 
quasi inesistente,
mi chiama,
“dottore!
quando posso uscire?
quando tornerò  giocare a pallone?”
D’improvviso,
un tumulto di gola mi lacera l’aria
e come un primario lamento
vorrei iniziare ad urlare,
spaccare tutto.

Non posso farlo,
questa è la mia missione,
quegli occhi però 
così ricchi di linfa vitale,
mi guardano
come il cielo con l’acqua del mare.
Devo essere forte.

“Presto, te lo prometto,
presto cambieranno le cose”
gli affero le mani,
quelle mani piccole, 
inermi
ma calde,
“Presto tornerai a giocare a calcio
che ruolo fai?”
gli chiedo.
“Difensore dottore”
Il difensore è un ruolo difficile
ma solo i più forti lo fanno.
“Anche lei è forte dottore
anche lei difende,
difende le persone”.

Come si può immaginare della cattiveria,
se vista, la vita,
dagli occhi di un bambino
e come chi
per lui sceglierebbe
mai il suo destino.

Anime e ghiaccio 
mi trasparono gli occhi
sta cascando il mondo
ma adesso non piango.

A Jan Palach – Francesco Baldini

A Jan Palach

Ne era soffiato di vento,
da quel caldo mercoledì di Agosto.
L’occupazione si fece sempre più nitida.
Le nostre vite come i nostri diritti
erano sempre più compressi,
come per i tetti
la neve d’inverno.

L’alba ogni giorno, sorgeva sempre meno luminosa,
il freddo invase ogni falda del nostro corpo,
il pensiero si spense.

Allora decisi di diventare
io la luce,
io il diritto,
io la libertà.

Questa lettera la lascio a te nonna amata
che il bagliore accechi ovunque l’occhio vada,
gli occhi e la mente della gente di Praga.


Scritta da Francesco Baldini

Ieri ho sofferto il dolore

Ieri Ho sofferto il dolore

Alda Merini

Ieri ho sofferto il dolore,
non sapevo che avesse una faccia sanguigna,
le labbra di metallo dure,
una mancanza netta d’orizzonti.
Il dolore è senza domani,
è un muso di cavallo che blocca
i garretti possenti,
ma ieri sono caduta in basso,
le mie labbra si sono chiuse
e lo spavento è entrato nel mio petto
con un sibilo fondo
e le fontane hanno cessato di fiorire,
la loro tenera acqua
era soltanto un mare di dolore
in cui naufragavo dormendo,
ma anche allora avevo paura
degli angeli eterni.
Ma se sono così dolci e costanti,
perchè l’immobilità mi fa terrore?

Pensieri in libertà – Fiscanto

Pensieri in libertà

Seduta,
il tuo bel
didietro
a pera
si offre
a sguardi
vogliosi.
Ti penso
su di me.
Amata
a lungo,
per ore,
mentre ti
sciogli in
liquido
piacere.
Questo mio
pensiero,
liquefa
la mente
e rende
rigido
di voglia
il corpo.
Sognando,
aspetto
d’averti
su di me.

Fiscanto

Prodotto da Alessandro Greco | CEO

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