Biografia di Nikola Tesla

Egli fu un genio, perché grazie alla sua spontaneità porto alcuni degli elementi della terra, come il fuoco e l’elettricità sul palco scenico, diventando così quasi un mago!

Allora le sue invenzioni non vennero prese seriamente, e di conseguenza non vennero finanziate adeguatamente, il che porta Tesla e massimizzare la funzionalità di ciò che inventava con le minime finanze a disposizione.

Giocava molto sulla sua “potenza” e sicurezza, soprattutto davanti ai giornalisti, mostrando come lui potesse gestire l’elettricità.

La maggior parte delle sue invenzioni non erano facilmente pensabili allora. In quel periodo non esisteva l’elettricità a circuito doppio, ed era addirittura impensabile! Ma egli non si abbatté, e riusci a creare un progetto di circuito doppio, il quale successivamente, con i giusti finanziamenti venne ampliato e finalmente prodotto.

Tre fra le più grandi, e in un certo senso folli, invenzioni del genio Nikola Tesla furono:

1: Il raggio della morte, da tanti critici definita “la Morte Nera di Star Wars”, consisteva nel dare una scossa elettrica talmente forte da uccidere un uomo. Nessuno stato concesse i finanziamenti che arrivarono a 2.000.000€.

2. L’oscillatore elettro-meccanico di Tesla, questa invenzione può tranquillamente essere definita un invenzione “Bellica”, egli, tramite piccolissimi finanziamenti, riuscì a creare un oggetto tale da creare un terremoto. (causa di uno dei più famosi terremoti di New York). Tesla sosteneva “Un oscillatore elettro-meccanico, con solo 5 libbre di pressione d’aria e 10 minuti di applicazione potrebbe tranquillamente far crollare l’intero Empire State Building”

3: Wardenclyffe Tower, “La Torre di Tesla” fu forse l’invenzione più importante che riusci a progettare. Fu edificata nel 1901 dall’architetto Stanford White con tre scopi:

1-Trasferimento dell’energia elettrica senza fili;

2-Trasmissioni inter-atlantiche di telefonare senza fili;

3-Radiodiffusione

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Nazim Hikmet

Sono nato nel 1902

non sono più tornato

nella città natale

non amo i ritorni indietro

quando avevo tre anni

abitavo Alep

con mio nonno pascià

a 19 anni studiavo a Mosca

all’università comunista

a 49 ero a Mosca di nuovo

ospite del comitato centrale

del partito comunista

e dall’età di 14 anni

faccio il poeta

alcuni conoscon bene le varie specie

delle piante altri quelle dei pesci

io conosco le separazioni

alcuni enumerano a memoria i nomi

delle stelle io delle nostalgie

ho dormito in prigioni e anche in alberghi di lusso

ho sofferto la fame compreso lo sciopero della fame

e non c’è quasi pietanza

che non abbia assaggiata

quando avevo trent’anni hanno chiesto

la mia impiccagione

a 48 mi hanno proposto

per la medaglia della Pace

e me l’hanno data

a 36 anni ho traversato in sei mesi

i quattro metri quadrati

di cemento

della segregazione cellulare

ero di guardia davanti alla bara di Lenin ne ‘24

e il mausoleo che visito sono i suoi libri

han provato a strapparmi dal mio Partito

non ci sono riusciti

e non sono rimasto schiacciato

sotto gli idoli crollati.

nel ‘51 con un giovane compagno

ho camminato verso la morte

nel ‘52 col cuore spaccato ho atteso la morte

per quattro mesi sdraiato sul dorso

sono stato pazzamente geloso delle donne ch’ho amato

non ho invidiato nemmeno Charlot

ho ingannato le mie donne

non ho sparlato degli amici

dietro le loro spalle

ho bevuto ma non sono stato un bevitore

ho sempre guadagnato il mio pane

col sudore della mia fronte

che felicità

mi sono vergognato per gli altri e ho mentito

ho mentito per non far pena agli altri

ma ho anche mentito

senza nessun motivo

ho viaggiato in treno in aereo plano in macchina

i più non possono farlo

sono stato all’Opera

i più non ci vanno non sanno

nemmeno che cosa sia

e dal ‘21 non sono entrato

in certi luoghi frequentati dai più

la moschea la sinagoga la chiesa

il tempio i maghi le fattucchiere

ma mi è capitato

di far leggere la mia sorte

nei fondi dei caffè

le mie poesie sono pubblicate

in trenta o quaranta lingue

ma nella Turchia

nella mia lingua turca

sono proibite

il cancro non l’ho ancora avuto

non è necessario che l’abbia

non sarò primo ministro

d’altronde non ne ho voglia

anche non ho fatto la guerra

non sono sceso nei ricoveri

nel mezzo della notte

non ho camminato per le vie

sotto gli aerei in picchiata

ma verso i sessant’anni mi sono innamorato

in una parola compagni

anche se oggi a Berlino sono sul punto

di crepar di tristezza

posso dire di aver vissuto

da uomo

e quanto vivrò ancora

e quanto vedrò ancora

chi sa.

Nazim Hikmet morì a Mosca, il 3 giugno 1963.

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Pablo Neruda

Ricardo Eliécer Neftalì Reyes Basoalto, meglio conosciuto come “Pablo Neruda”, è stato un poeta, diplomatico e politico cileno, considerato una delle più importanti figure della letteratura latino-americana del Novecento.

La sua vena poetica spaziava tra surrealismo e ralismo, dalla lirica civile o politica a quella intimista.

Amo l’amore che si suddivide

in baci, letto e pane.

Amore che può essere eterno

e può esser fugace.

Amore che vuol liberarsi

per tornare ad amare.

Diversi critici sostengono che il filo conduttore che gli si può attribuire, in riguardo alle sue poesie ed ai suoi racconti, è l’amore, per altri la vita.

Egli esprime un concetto drammatico e romantico della vita, in rivolta con le convenzioni, l’ordine costituito e le banalità della vita moderna e amante delle piccole cose e della sua terra e in rivolta con le convenzioni, l’ordine costituito e le banalità della vita moderna.

Egli scrisse diverse raccolte di poesie erotiche, sulla vita e sull’amore.

Concludiamo questo articolo sul grande scrittore Pablo Neruda con una delle sue più grandi poesie, Chiedo Silenzio.

CHIEDO SILENZIO
Pablo Neruda

Ora, lasciatemi tranquillo.
Ora, abituatevi senza di me.
Io chiuderò gli occhi
E voglio solo cinque cose,
cinque radici preferite.
Una è l’amore senza fine.
La seconda è vedere l’autunno.
Non posso vivere senza che le foglie
volino e tornino alla terra.
La terza è il grave inverno,
la pioggia che ho amato, la carezza
del fuoco nel freddo silvestre.
La quarta cosa è l’estate
rotonda come un’anguria.
La quinta cosa sono i tuoi occhi.
Matilde mia, beneamata,
non voglio dormire senza i tuoi occhi,
non voglio esistere senza che tu mi guardi:
io muto la primavera
perché tu continui a guardarmi.
Amici, questo è ciò che voglio.
E’ quasi nulla e quasi tutto.
Ora se volete andatevene.
Ho vissuto tanto che un giorno
dovrete per forza dimenticarmi,
cancellandomi dalla lavagna:
il mio cuore è stato interminabile.
Ma perché chiedo silenzio
non crediate che io muoia:
mi accade tutto il contrario:
accade che sto per vivere.
Accade che sono e che continuo.
Non sarà dunque che dentro
di me cresceran cereali,
prima i garni che rompono
la terra per vedere la luce,
ma la madre terra è oscura:
e dentro di me sono oscuro:
sono come un pozzo nelle cui acque
la notte lascia le sue stelle
e sola prosegue per i campi.
E’ che son vissuto tanto
e che altrettanto voglio vivere.
Mai mi son sentito sé sonoro,
mai ho avuto tanti baci.
Ora, come sempre, è presto.
La luce vola con le sue api.
Lasciatemi solo con il giorno.
Chiedo il permesso di nascere.

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Henry Charles “Hank” Bukowski

“La verità profonda, per fare qualunque cosa, per scrivere, per dipingere, sta nella semplicità. La vita è profonda nella sua semplicità”

(Charles Bukowski, Hollywood, Hollywood!)

Henry Charles Bukowski Jr. , tanti di voi lo conosceranno come Hank, altri come quello che si alcolizza e va a troie e tanti altri di voi, semplicemente non lo conosceranno.

Egli scrisse sei romanzi, centinaia di racconti e un infinità di poesie. Il contenuto di tutti i suoi scritti è caratterizzato da un certo rapporto morboso con l’alcohol e da frequenti esperienze sessuali.

È stato un grande scrittore nel suo genere letterario, dove esaltava una forte crisi di personalità e criticava la vita dell’americano medio (sveglia ore 7:00 am, lavoro, pranzo, lavoro, cena, dormire ore 9:00 pm.), come una vera e propria sconfitta personale sostenendo che questa non è vita.

Il suo genere letterario viene definito “realismo sporco”,

Il realismo sporco (Dirty realism), nacque negli Stati Uniti d’America negli anni settanta-ottanta.

ed è uno dei maggiori esponenti per via della sua freddezza nell’esporre esperienze anche di grande importanza, in un modo tale da sembrare amorale.

Ma chi era davvero Hank? Era davvero amorale? Era davvero così pessimista?

Vi invito a leggere questa poesia sua e a dedurre una conclusione personale.

UN UCCELLO AZZURRO

CHARLES BUKOWSKI

Nel mio cuore c’è un uccello azzurro che
vuole uscire
ma con lui sono inflessibile,
gli dico: rimani dentro, non voglio
che nessuno ti
veda.

nel mio cuore c’è un uccello azzurro che
vuole uscire
ma io gli verso addosso whisky e aspiro
il fumo delle sigarette
e le puttane e i baristi
e i commessi del droghiere
non sanno che
lì dentro
c’è lui

nel mio cuore c’è un uccello azzurro che
vuole uscire
ma io con lui sono inflessibile,
gli dico:
rimani giù, mi vuoi fare andar fuori
di testa?
vuoi mandare all’aria tutto il mio
lavoro?
vuoi far saltare le vendite dei miei libri in
Europa?

nel mio cuore c’è un uccello azzurro che
vuole uscire
ma io sono troppo furbo, lo lascio uscire
solo di notte qualche volta
quando dormono tutti.
gli dico: lo so che ci sei,
non essere
triste

poi lo rimetto a posto,
ma lui lì dentro un pochino
canta, mica l’ho fatto davvero
morire,
dormiamo insieme
così col nostro
patto segreto
ed è così grazioso da
far piangere
un uomo, ma io non
piango, e
voi?

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Prodotto da Alessandro Greco | CEO

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