Un giorno all’improvviso – Clementino

Un giorno all’improvviso…

m’innamorai di te

il cuore mi batteva

non chiedermi perché

di tempo né passato

ma siamo ancora qua

e oggi come allora

difendo la città.

La storia dell’amore per una città, per una squadra un colore!

Con il suo perfetto accento Napoletano, il rappar Clementino canta al mondo intero l’amore che pulsa nel sangue per la sua squadra, IL NAPOLI portando un coro ultras.

Una canzone che rappresenta l’amore dei tifosi in generale, una canzone che parla del vero e sano coro ultras.

Fuck All The Perfect People – Chip Taylor & The New Ukrainians

Una canzone non molto conosciuta, per tanto, ci teniamo a farvela conoscere.

Potrebbe sembrare volgare a primo impatto ma non lo è.

Il compositore riprende la rinomata tragedia di William Shakespeare “To be or not to be…” riprendendo anche la quotidianità delle vite comuni.

Essere o non esseri fa differenza? Libero o non libero? Cantare o non cantare? Fanc**lo queste persone perfette!
Rivede il ruolo di quelle persone che si fanno vedere perfette, qualunque cosa fanno è dannatamente perfetto! Beh, con questa canzone, puoi essere fiero di non esserlo!
Nel video musicale in alcuni momenti si vede un gruppo di amici che, cantando la canzone, bevono una bella birra insieme.

Dite quello che volete ma per me questa è la perfezione! Un buon amico, una buona birra e aff****lo la perfezione dettata dai piani alti!
Clicca qui se vuoi ascoltarla.

Vieni A Ballare In Puglia – Caparezza ft. Albano

Vieni a ballare in puglia – Caparezza

La canzone Vieni a ballare in puglia è una critica estesa al proprio paese per contrastare mafia e menefreghismo.

In quel periodo la mafia pugliese dominava cantieri ed edilizia in generale per tanto andare a lavorare “Alla giornata” sarebbe stato molto rischioso proprio perché, indirettamente, si lavorava per la mafia!

Denuncia coste, cantieri e mafia, temi che purtroppo perpetuano la puglia, e in parte anche il resto dell’italia.

E’ un urlo di protesta la sua canzone e la sua voce, una protesta sindacalista, che difende il dipendente sin dal primo secondo fino all’ultimo, sperando come ogni protestante, in un cambiamento che purtroppo non arriverà.

La canzone termina in due parti, la prima dove fa risaltare l’amore per la propria terra dicendo che senza potrebbe morire, ma immediatamente dopo, sostiene che potrebbe morire anche stando nella propria terra, un po contraddittorio ma incredibilmente forte come messaggio…

E subito penso che potrei morire senza te

E subito penso che potrei morire anche con te

…la seconda parte è nel tribunale dove viene condannato e lui, con grande classe da adolescente, risponde come nessuno avrebbe mai potuto fare…Non ora Signor Giudice, sto giocando ai videogames!

Compro Horror – Caparezza

Compro Horror – Caparezza

Scritta dal cantautore Caparezza, Compro Horror è una canzone che rispecchia a pieno i mass-media italiani.

Si può capire di cosa tratta la canzone visti gli “easter egg” che ci ha lasciato il cantautore nel video musicale…

Avviando il video musicale, il quale potremo vedere a 360° trascinando il mouse, noi vediamo Caparezza nella parte di colui che compra horror, quindi una persona interessata a quei fatti non tanto belli…

Sin dal secondo 0:50 del video musicale, spostando la visione che ci viene posta, possiamo notare delle telecamere che accese con delle persone travestite da zombie e altre persone che controllano la scaletta, quindi si assicurano che il programma televisivo vada nel migliore dei modi.

Ogni crimine ha un indotto

che trasformo in un lingotto

Sin dai versi 3-4 possiamo vedere palesemente la ricerca affamata dei giornalisti italiani che cercano storie di disgrazie da poter trasformare in shares e quindi in soldi.

Il giorno dell’omicidio nessuno nei paraggi

tranne i registi già pronti con i lungometraggi

Con questi versi si conclude l’articolo sulla canzone Compro Horror, una canzone che fa una sottile satira ai mass-media italiani, dove le buone notizie sembrano scomparire nel nulla, solo perchè non fanno audience…

Dire Straits – Sultans Of Swing

Dire Straits – Sultans Of Swing

“Sultans of Swing” è stata scritta da Mark Knopfler nel 1977. La musica è stata inizialmente composta su una chitarra acustica. A tal proposito, l’autore racconta:

“All’inizio mi sembrava [una musica] abbastanza scialba, ma non appena comprai la mia prima Fender Stratocaster nel 1977, la cosa cambiò completamente, anche se il testo rimase lo stesso. [La musica] sembra prendere vita non appena la suonai su quella Stratocaster del 1961 che è rimasta la mia chitarra principale per molti anni e praticamente la sola che ho suonato nell’album di esordio. I nuovi accordi sembravano trovarsi da soli e inserirsi senza problemi nella melodia.”

L’inspirazione per la canzone venne all’autore mentre ascoltava un gruppo jazz suonare nell’angolo di un pub quasi deserto di Deptford, nella periferia sud di Londra. Il cantante presentò la band come i “Sultans of Swing” e il contrasto tra la trascuratezza della band e il loro nome altisonante divertì molto Knopfler.

Il “Guitar George” citato in “Sultans of Swing” è il chitarrista George Borowski, amico di Mark Knopfler.

 

Amore che torni – Negramaro

La chiave per comprenderlo, questo “Amore che torni“, è rappresentata proprio dallo scioglimento sventato: ad ascoltare i dodici pezzi contenuti all’interno dell’album si ha la sensazione di vedere i componenti del gruppo che camminano su un ponte sospeso, pronto a crollare da un momento all’altro. Il mood è inquieto, ansioso, come suggerisce il pezzo d’apertura, “Fino all’imbrunire” – che è stato anche il singolo apripista del disco: l’atmosfera è tesa, la ritmica frenetica (con quei vortici di synth in stile “Stranger things”) e il testo è quasi parlato con un tono di preoccupazione (come ad auto-convincersi che sì, i vecchi tempi torneranno).

Se vi erano piaciuti gli inediti contenuti nella raccolta del 2012 e le canzoni del precedente “La rivoluzione sta arrivando”, potreste avere qualche difficoltà a masticare questi nuovi pezzi: “Amore che torni” è forse il disco più “difficile” tra quelli che i Negramaro hanno pubblicato negli ultimi anni, il meno immediato e il più complesso, quello che richiede più di un ascolto per essere compreso.
Più che tornare al pop-rock degli esordi, a livello di suono Sangiorgi e compagni recuperano il rock elettronico di “Casa 69”. Se gli ultimi lavori contenevano solo qualche traccia di elettronica sparsa qui e là, stavolta con i suoni elettronici ci vanno giù pesante: la cifra stilistica del disco è rappresentata dal tappeto di sintetizzatori e di batterie elettroniche che fa da sottofondo a quasi tutti i pezzi. Però si tratta di un’elettronica vintage, analogica: le batterie sono sì triggerate, ma suonate, e le chitarre hanno trovato una strada più semplice e meno virtuosa rispetto a “La rivoluzione sta arrivando”. E per le ballate, che sono sempre stata una costante nei dischi della band, qui c’è poco spazio: le canzoni sono tutte molto ritmate e anche pezzi come “Mi basta e “Amore che torni”, che partono come ballate, alla fine si trasformano in pezzi rock (“Ci sto pensando da un po'”, invece, è una ballata esistenzialista, che parla di un bilancio: “Ci sto pensando da un po’, sarebbe forse meglio poi sparire? / per non doversi accontentare, costretti a sorridere di più”).

Alla fine del ponte ci arrivano incolumi, ma col fiatone. E quando arrivano dall’altra parte della sponda si guardano indietro e capiscono che il peggio è passato, che la crisi è solo un ricordo lontano. “A volte può sembrare che tutto sia finito. Un attimo dopo ti guardi le mani, le sollevi al cielo e copri le nuvole: affferrandole, le riporti in giù, nascondendole dietro la schiena. Fino al prossimo sole, fino al suo imbrunire, per vedere meglio le stelle e rassicurarle che domani sarà ancora un nuovo inizio”, sussurra la voce della nipote di Sangiorgi alla fine del disco. Un sospiro di sollievo.

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amore che torni

Old love – Eric Clapton

I can feel your body 
When I’m lying in bed 
There’s too much confusion 
Going around through my head …

Nel 1988, dopo nove anni di matrimonio con Pattie Boyd, Clapton divorziò dalla modella e dal fotografo. Questa canzone documenta la fine della loro relazione. Boyd ha detto al quotidiano The Guardian il 13 dicembre 2008 che è stata ferita dal fatto che avrebbe dovuto scrivere una canzone su un argomento così delicato.

Disse : “La fine di una relazione è una cosa abbastanza triste, ma per poi avere anche Eric a scriverlo, mi rende ancora più triste, credo, perché non posso risponderlo più.”

Pattie Boyd è stata l’ispirazione per diverse canzoni famose. Il suo primo marito, George Harrison, ha scritto “Qualcosa” su di lei, l’amore non corrisposto di Eric Clapton per la bellissima modella è stato documentato in “Layla” e dopo che si sono trasferiti insieme, Clapton ha scritto “Wonderful Tonight” per Boyd.

…And it makes me so angry 
To know that the flame will always burn 
I’ll never get over 
I know now that I’ll never learn.

 

Money – Pink Floyd

La canzone Money di Pink Floyd è un esempio della visione realistica, personale, individuale e sociale di American Dream and Nightmare. Il modo in cui definisco il realismo è vero e concreto. Lo considero realistico.

Il denaro è anche una visione sociale del sogno americano perché tutti vogliono sempre più soldi. Ognuno vede il denaro come un obiettivo e talvolta uno schema.
Il sogno americano come lo ottengo per te, ma l’incubo americano è dove le persone vengono derubate, combattono per denaro e si uccidono. Ma non serve una fetta della mia torta, il che significa che l’incubo americano è il sogno americano.
La società, anche se gli altri, quanti soldi hanno, come il sistema delle caste, la classe inferiore equivale a poco o niente, la classe media significa che sei ricco.  Tuttavia, l’idea del denaro non è interamente un sogno americano. Il prezzo del cibo, del gas, dell’assicurazione sanitaria e di altri beni di prima necessità è stato aumentato, ma i salari non sono stati seguiti, così gli americani si ritrovano schiacciati finanziariamente alla fine di ogni mese.

La carta di credito è una delle tante ragioni per cui la nostra economia è in un caos finanziario.
Nel 2010, oltre 6.065 banche sono state rapinate solo negli Stati Uniti e oltre 43 milioni di dollari sono stati saccheggiati. Il denaro viene anche rubato online da virus, hacker e schemi fraudolenti. Le persone ruberanno identità per ottenerlo.

Il denaro può essere il tuo sogno americano o il tuo incubo, o entrambi, è determinato dal modo in cui lo usi.

 

Gli uomini non cambiano – Mia Martini

“Ma perché gli uomini che nascono
Sono figli delle donne
Ma non sono come noi”

Gli uomini non cambiano può essere interpretata come una perfetta visione della cantante, ma anche di molte donne, nei riguardi di tutti gli uomini della sua vita, a partire da suo padre.
Inizia decantando l’indifferenza e la mancanza d’affetto con il genitore, che molte volte “ha provato a conquistarlo e non c’è mai riuscita”. Da questa prima esperienza crede allora di trovare un mondo diverso, anzi, un tipo di amore diverso con altri uomini, convinta di essere amata e apprezzata, rendendosi conto però che gli uomini possono essere visti come dei nemici, ostili alle donne che cercano di cambiarti, ti deridono e ti vendono.
Maturando, anzi, “diventando un po’ più dura”, Mia Martini comprende il vero carattere dell’uomo: “che se in gruppo è più cattivo quando è solo ha più paura”.
Ma la sua concezione dell’amore e degli uomini, nonostante le varie sofferenze, non è completamente perduta: quel “quasi” nella strofa finale fa intendere la speranza di trovare qualcuno che possa amarla veramente, quel qualcuno “innamorato come te”.
Mia Martini con malinconia, rabbia, rassegnazione e allo stesso tempo speranza, racconta la storia di una vita, creando, come sempre, una delle canzoni più belle di tutta la musica italiana.

 

Sally – Vasco Rossi

Nel 1994, il rinomato artista Vasco Rossi, pubblica uno degli album che ha segnato la storia della musica Italiana contemporanea, “NESSUN PERICOLO…PER TE”.

“Sally” la scrisse nella barca di un suo amico a Saint-Tropez, dopo una notte da Rock Star piena di donne e divertimento.

Durante quella famosa notte, Vasco, s’innamorò di tutte le ragazze che c’erano, trovandosi a fine serata con le mani in tasca e pieno di eccitazione da dover smaltire, decidendo così d’imbracciare la chitarra.

L’alba è alle porte ma il contesto della canzone è serale, le parole della canzone gli arrivano velocemente tanto da non riuscire a scriverle interamente cercando di velocizzare la mano e creando scarabocchi.

Mentre scrive si accorge che non sta parlando della segretaria o dell’amante del suo amico, bensì, di se stesso!

Diversi anni dopo la pubblicazione del disco, Vincenzo Mollica intervista Vasco chiedendogli com’è nata questa canzone, egli non potè che rispondere “Sally l’ho scritta così al volo, tutta di fila.” alché il giornalista gli chiese “E, per curiosità, quanto ci hai messo a scrivere Sally?” rispondendo, come solo lui avrebbe potuto fare, con un semplice “ci ho messo…quarant’anni!”.

Incredibile come in 4 minuti e circa 40 secondi si possa parlare di una vita intera piena di delusioni, sconfitte, ma sopratutto di vittorie e rivincite!

“…forse la vita non è stata tutta persa 
forse qualcosa s’è salvato 
forse davvero non è stato poi tutto sbagliato 
forse era giusto così …”

forse, forse, forse, “…forse ma forse ma si…”

Prodotto da Alessandro Greco | CEO

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