Henry Charles “Hank” Bukowski

Posted By interessati on Gen 17, 2018 |


“La verità profonda, per fare qualunque cosa, per scrivere, per dipingere, sta nella semplicità. La vita è profonda nella sua semplicità”

(Charles Bukowski, Hollywood, Hollywood!)

Henry Charles Bukowski Jr. , tanti di voi lo conosceranno come Hank, altri come quello che si alcolizza e va a troie e tanti altri di voi, semplicemente non lo conosceranno.

Egli scrisse sei romanzi, centinaia di racconti e un infinità di poesie. Il contenuto di tutti i suoi scritti è caratterizzato da un certo rapporto morboso con l’alcohol e da frequenti esperienze sessuali.

È stato un grande scrittore nel suo genere letterario, dove esaltava una forte crisi di personalità e criticava la vita dell’americano medio (sveglia ore 7:00 am, lavoro, pranzo, lavoro, cena, dormire ore 9:00 pm.), come una vera e propria sconfitta personale sostenendo che questa non è vita.

Il suo genere letterario viene definito “realismo sporco”,

Il realismo sporco (Dirty realism), nacque negli Stati Uniti d’America negli anni settanta-ottanta.

ed è uno dei maggiori esponenti per via della sua freddezza nell’esporre esperienze anche di grande importanza, in un modo tale da sembrare amorale.

Ma chi era davvero Hank? Era davvero amorale? Era davvero così pessimista?

Vi invito a leggere questa poesia sua e a dedurre una conclusione personale.

UN UCCELLO AZZURRO

CHARLES BUKOWSKI

Nel mio cuore c’è un uccello azzurro che
vuole uscire
ma con lui sono inflessibile,
gli dico: rimani dentro, non voglio
che nessuno ti
veda.

nel mio cuore c’è un uccello azzurro che
vuole uscire
ma io gli verso addosso whisky e aspiro
il fumo delle sigarette
e le puttane e i baristi
e i commessi del droghiere
non sanno che
lì dentro
c’è lui

nel mio cuore c’è un uccello azzurro che
vuole uscire
ma io con lui sono inflessibile,
gli dico:
rimani giù, mi vuoi fare andar fuori
di testa?
vuoi mandare all’aria tutto il mio
lavoro?
vuoi far saltare le vendite dei miei libri in
Europa?

nel mio cuore c’è un uccello azzurro che
vuole uscire
ma io sono troppo furbo, lo lascio uscire
solo di notte qualche volta
quando dormono tutti.
gli dico: lo so che ci sei,
non essere
triste

poi lo rimetto a posto,
ma lui lì dentro un pochino
canta, mica l’ho fatto davvero
morire,
dormiamo insieme
così col nostro
patto segreto
ed è così grazioso da
far piangere
un uomo, ma io non
piango, e
voi?

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