Il ratto di Proserpina – Gian Lorenzo Bernini

Posted By interessati on Lug 5, 2018 |


“Nessuno ha mai scritto, dipinto, scolpito, modellato, costruito o inventato se non per uscire letteralmente dall’inferno.”

Questa citazione di Antonin Artaud non esprime solo la più profonda essenza dell’arte, ma allo contempo si può cogliere all’interno di essa un nesso con una delle migliori sculture italiane e del mondo tutto: il ratto di Proserpina, di Gian Lorenzo Bernini.

Prima di andare ad analizzare l’opera stessa, riporteremo un passo dell’opera letteraria omonima, contenuta nelle Metamorfosi di Ovidio:

“C’è un lago vicino alle mura di Enna,

profondo, che si chiama Pergo, e neppure il Caistro ascolta sulle sue onde più canti di cigni.

Un grande bosco corona le acque da tutti i lati,

e con le sue fronde fa velo al fuoco del sole.

I rami danno fresco, la terra umida produce fiori:

è un’eterna primavera.

In questo bosco Proserpina mentre gioca a raccogliere viole e candidi gigli,

e ne riempie con zelo fanciullesco le ceste e il seno,

e in ciò cerca di superare le sue compagne,

fu subito vista e amata e rapita

da Dite, tanto irruppe a precipizio l’amore.

La dea atterrita chiama con voce triste le compagne e la madre, ma più la madre. Si lacerò la veste all’orlo di sopra,

e dalla veste allentata caddero i fiori raccolti;

e tanto candore c’era nei suoi giovani anni

che anche questa perdita causò dolore alla vergine.”

È con queste righe che si potrebbe spiegare e analizzare l’intera scultura: Dite (o Plutone) che con rabbia e possanza cinge a sè la giovane Proserpina, figlia di Giove e Cerere, la quale invece con lo stesso vigore tenta invano di liberarsi dalla presa del suo rapitore.

Rabbia nel volto di lui, disperazione in quello di lei; le forti mani del Dio che affondano nelle candide e morbide membra della Vergine: elementi che fanno venir la pelle d’oca al primo sguardo.

Si scorge poi ai piedi del padrone, Cerbero, il cane a tre teste, che latra rabbiosamente alla fanciulla.

Questa scultura non è solo una bellissima opera d’arte, ma ha allo stesso tempo una sua vitalità. Provoca una risma di emozioni, che non si possono spiegare.

Consigliamo a tutti di andare a visitare il ratto di Proserpina, che si trova esposto nella Galleria Borghese di Roma.

Ed è anche grazie a queste opere che ancora una volta siamo fieri di essere Italiani!