Mr. Nobody – Drammatico, 138 minuti, USA

Mr. Nobody

“Non si può tornare indietro, per questo è difficile fare una scelta, ma fin quando non si sceglie nulla… Tutto è possibile.”

Se vi domandassero qual è la cosa più difficile da fare al mondo cosa rispondereste? Probabilmente direste: contare le stelle, riuscire a volare o resistere a una grossa ed invitante fetta di torta. Io vi suggerirei invece che la cosa più difficile da fare al mondo è Scegliere.

Una scelta è il nulla per quella frazione di secondo (giorni, mesi o anche anni); ogni qualvolta ci troviamo di fronte a una scelta siamo pervasi dalla paura che non sia quella giusta e che possa non portarci a ciò che è meglio per noi.

Tutta la nostra vita è caratterizzata da scelte, fin dal primo momento in cui veniamo al mondo.

È come se fossimo tutti dei Mr. Nobody: nasco? Lo prendo quel treno? Mio padre o mia madre? E quale ragazza scelgo?

Anna: pelle morbida e profumo unico. I suoi occhi che mi fanno sentire a casa. Lei è il mio per sempre.

Elise: un intero universo, la scoperta di qualcosa di nuovo, il motivo che ti spinge a valicare qualsiasi ostacolo e a lottare per ciò che si desidera.

Jean: l’espiazione, la vita perfetta e il raggiungimento di tutti i miei sogni.

E poi ci sono io, Nemo Nobody: qual è la mia strada? Come sarà la mia vita? E la mia morte? Ma io, esisto?

Scegliete di leggere queste righe (ma se siete arrivati fin qui vorrà dire che lo avete già fatto. Beh, ottima scelta!).

Scegliete di vedere Mr. Nobody e, alla fine del film, scegliete ciò a cui volete credere.

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10 aforismi di Mark Zuckerberg

“10 aforismi su…” ogni domenica si sceglierà un tema/poeta e verranno pubblicate 10 frasi/aforismi che si ricollegheranno a ciò che è stato scelto.

Recensione del film dedicato a Mark Zuckerberg

1.“Se vuoi costruire qualcosa, dovresti focalizzarti sui cambiamenti che vorresti portare nel mondo.”

2.“Facebook non ha sostituito le relazioni reali, ma aggiunto occasioni di rimanere in contatto che altrimenti non ci sarebbero.”

3.“Il mio prodotto non distrugge le relazioni: se pensassi che lo facesse cambierei strada.”

4.“La morte di uno scoiattolo davanti a casa può essere più pertinente per i tuoi interessi immediati di quella di una persona in Africa.”

5.“Non verremo giudicati per i nostri fallimenti, ma per quanto siamo riusciti a cambiare il mondo in cui viviamo.”

6.“L’istruzione è tutto. La ricetta del successo risiede proprio lì. Informarsi sulle ultime news, imparare nuove cose, possibilmente dai migliori.”

7.“La tv è unidirezionale, mentre il web ti consente una forma di partecipazione assolutamente inedita, ti consente di entrare in contatto con tutti, partecipi alle discussioni anche con il governo, e questo non è mai accaduto prima. Ed è solo l’inizio di ulteriori cambiamenti perché man mano Internet diventa un esperienza sempre più personale.”

8.“Il concetto di privacy che ho io non è lo stesso che ha mio padre ed è diverso anche da quello di una ragazzo di quattordici anni. Sei anni fa nessuno voleva che le proprie informazioni personali fossero sul web, oggi il numero delle persone che rende disponibile il proprio cellulare su Facebook è impressionante.”

9.“Il web è a un punto di svolta molto importante. Fino a poco tempo fa, la normalità sul web era che la maggioranza delle cose non erano sociali e la maggior parte delle persone non usava la propria identità reale. Stiamo costruendo un nuovo web in cui alla base vi è il “sociale”. ”

10.“Grazie per essere stato un mentore e un amico. Grazie per aver dimostrato che quello che costruisci può cambiare le cose.”

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Gli uomini non cambiano – Mia Martini

“Ma perché gli uomini che nascono
Sono figli delle donne
Ma non sono come noi”

Gli uomini non cambiano può essere interpretata come una perfetta visione della cantante, ma anche di molte donne, nei riguardi di tutti gli uomini della sua vita, a partire da suo padre.
Inizia decantando l’indifferenza e la mancanza d’affetto con il genitore, che molte volte “ha provato a conquistarlo e non c’è mai riuscita”. Da questa prima esperienza crede allora di trovare un mondo diverso, anzi, un tipo di amore diverso con altri uomini, convinta di essere amata e apprezzata, rendendosi conto però che gli uomini possono essere visti come dei nemici, ostili alle donne che cercano di cambiarti, ti deridono e ti vendono.
Maturando, anzi, “diventando un po’ più dura”, Mia Martini comprende il vero carattere dell’uomo: “che se in gruppo è più cattivo quando è solo ha più paura”.
Ma la sua concezione dell’amore e degli uomini, nonostante le varie sofferenze, non è completamente perduta: quel “quasi” nella strofa finale fa intendere la speranza di trovare qualcuno che possa amarla veramente, quel qualcuno “innamorato come te”.
Mia Martini con malinconia, rabbia, rassegnazione e allo stesso tempo speranza, racconta la storia di una vita, creando, come sempre, una delle canzoni più belle di tutta la musica italiana.

 

The Social Network – Biografico, 120 minuti USA

Mark Zuckerberg, grazie ai finanziamenti di un suo amico universitario, riuscì a creare un vero e proprio impero del web, un sito internet che è riuscito in poco tempo a raggiungere tutto il mondo, questo è “FACEBOOK”.

Ha combattuto tutta la vita tra avvocati e tradimenti, tra contratti ingannevoli e persone che avrebbero dato la loro anima pur di avere quel dominio fra le loro mani.

Oggi, viene identificato come il più grande social network al mondo, è andato in onda la notte del 4 febbraio 2004 raggiungendo in una manciata di settimane migliaia di account registrati (ora sono oltre i 2 miliardi).

I dati economici sono sbalorditivi, arrivando a fatturare la bellezza di 1,51 miliardi di dollari $ netti (dati del primo trimestre 2016).

Facebook mantiene degli easter egg, come il fatto che non è possibile non avere come amico il fondatore o come il famosissimo Konami Code per rendere la visione del social più simpatica.

Dal film si possono notare le difficoltà nelle quali con il tempo si è imbattuto, ma anche la perseveranza nel voler continuare e trovando sempre una soluzione.

“Non sappiamo ancora di che si tratta, non sappiamo cosa sia, non sappiamo cosa può essere, non sappiamo cosa… diventerà, sappiamo solo che è fico! E questo è un valore inestimabile a cui non rinuncio.”

Mark Zuckerberg

 

UNSANE – Thriller, 98 minuti USA

UNSANE è un film notevolmente impressionante, una giovane donna viene stalkerata da un uomo, il quale diventerà ben presto il suo incubo.

Questo stress la porta a farsi visitare da una specialista la quale, dopo alcune visite, decide di mandarla all’Highland Creek Behavioral Center, uno dei più rinomati centri psichiatrici della zona dove dovrà combattere con la sua paura più grande, il suo stalker.

Lei si ritiene sana di mente, ma arriverà al punto che i medici non la crederanno più e tra farmaci e segregazione la sua saluta mentale non può che peggiorare.

Questo film mantiene un finale sorprendente, tutto da scoprire, però attento, non è facile da digerire…

 

Sally – Vasco Rossi

Nel 1994, il rinomato artista Vasco Rossi, pubblica uno degli album che ha segnato la storia della musica Italiana contemporanea, “NESSUN PERICOLO…PER TE”.

“Sally” la scrisse nella barca di un suo amico a Saint-Tropez, dopo una notte da Rock Star piena di donne e divertimento.

Durante quella famosa notte, Vasco, s’innamorò di tutte le ragazze che c’erano, trovandosi a fine serata con le mani in tasca e pieno di eccitazione da dover smaltire, decidendo così d’imbracciare la chitarra.

L’alba è alle porte ma il contesto della canzone è serale, le parole della canzone gli arrivano velocemente tanto da non riuscire a scriverle interamente cercando di velocizzare la mano e creando scarabocchi.

Mentre scrive si accorge che non sta parlando della segretaria o dell’amante del suo amico, bensì, di se stesso!

Diversi anni dopo la pubblicazione del disco, Vincenzo Mollica intervista Vasco chiedendogli com’è nata questa canzone, egli non potè che rispondere “Sally l’ho scritta così al volo, tutta di fila.” alché il giornalista gli chiese “E, per curiosità, quanto ci hai messo a scrivere Sally?” rispondendo, come solo lui avrebbe potuto fare, con un semplice “ci ho messo…quarant’anni!”.

Incredibile come in 4 minuti e circa 40 secondi si possa parlare di una vita intera piena di delusioni, sconfitte, ma sopratutto di vittorie e rivincite!

“…forse la vita non è stata tutta persa 
forse qualcosa s’è salvato 
forse davvero non è stato poi tutto sbagliato 
forse era giusto così …”

forse, forse, forse, “…forse ma forse ma si…”

Il ratto di Proserpina – Gian Lorenzo Bernini

“Nessuno ha mai scritto, dipinto, scolpito, modellato, costruito o inventato se non per uscire letteralmente dall’inferno.”

Questa citazione di Antonin Artaud non esprime solo la più profonda essenza dell’arte, ma allo contempo si può cogliere all’interno di essa un nesso con una delle migliori sculture italiane e del mondo tutto: il ratto di Proserpina, di Gian Lorenzo Bernini.

Prima di andare ad analizzare l’opera stessa, riporteremo un passo dell’opera letteraria omonima, contenuta nelle Metamorfosi di Ovidio:

“C’è un lago vicino alle mura di Enna,

profondo, che si chiama Pergo, e neppure il Caistro ascolta sulle sue onde più canti di cigni.

Un grande bosco corona le acque da tutti i lati,

e con le sue fronde fa velo al fuoco del sole.

I rami danno fresco, la terra umida produce fiori:

è un’eterna primavera.

In questo bosco Proserpina mentre gioca a raccogliere viole e candidi gigli,

e ne riempie con zelo fanciullesco le ceste e il seno,

e in ciò cerca di superare le sue compagne,

fu subito vista e amata e rapita

da Dite, tanto irruppe a precipizio l’amore.

La dea atterrita chiama con voce triste le compagne e la madre, ma più la madre. Si lacerò la veste all’orlo di sopra,

e dalla veste allentata caddero i fiori raccolti;

e tanto candore c’era nei suoi giovani anni

che anche questa perdita causò dolore alla vergine.”

È con queste righe che si potrebbe spiegare e analizzare l’intera scultura: Dite (o Plutone) che con rabbia e possanza cinge a sè la giovane Proserpina, figlia di Giove e Cerere, la quale invece con lo stesso vigore tenta invano di liberarsi dalla presa del suo rapitore.

Rabbia nel volto di lui, disperazione in quello di lei; le forti mani del Dio che affondano nelle candide e morbide membra della Vergine: elementi che fanno venir la pelle d’oca al primo sguardo.

Si scorge poi ai piedi del padrone, Cerbero, il cane a tre teste, che latra rabbiosamente alla fanciulla.

Questa scultura non è solo una bellissima opera d’arte, ma ha allo stesso tempo una sua vitalità. Provoca una risma di emozioni, che non si possono spiegare.

Consigliamo a tutti di andare a visitare il ratto di Proserpina, che si trova esposto nella Galleria Borghese di Roma.

Ed è anche grazie a queste opere che ancora una volta siamo fieri di essere Italiani!

Mr. Robot

La serie tv Mr. Robot, arrivata da qualche anno in Italia, è diventata in poco tempo un fenomeno delle tv mondiali!

Una storia avvincente di un ragazzo che con poche risorse è riuscito a modificare le sorti del mondo.

Il protagonista è Rami Mali, il quale inizia il suo percorso rivoluzionario denunciando lo schifo del deep web (per chi non sapesse cosa fosse è il mercato nero sviluppato sul web per la vendita illegale di armi, droghe e video pedopornografici), arriva a cambiare le sorti mondiali mettendo ad un rischio elevato ogni tipo di sicurezza informatica.

Riporta diversi fatti accaduti realmente come l’attacco hacking alla multinazionale Sony facendo collegamenti con Anonymus o Occupy Wall Streat.

L’obbiettivo del giovane informatico e far cadere l’E-Corp, la piu grande multinazionale al mondo.

Guardando questa serie tv possiamo notare come siamo appesi ad un filo senza il quale non potremmo vivere: internet.

Il finale sorprendente fa rimanere a bocca aperta il mondo, e tu? Riuscirai a prevederlo o stupirà anche te?

 

Breaking Bad

“I am the danger”

Tutti, almeno una volta nella vita, sentono il bisogno o il desiderio di cambiare qualcosa: c’è chi lo fa cambiando il colore dei capelli, chi cambiando lavoro, chi facendo un viaggio e chi invece decide di diventare il cuoco di metanfetamina migliore di tutti i tempi. Parliamo di Walter White, professore di chimica, con una vita e una famiglia normali. Tutto cambia il giorno del suo 50esimo compleanno, in cui gli viene diagnosticato un cancro ai polmoni, che lo avrebbe ucciso dopo un paio di mesi. Per puro caso rincontra un suo ex alunno, Jesse Pinkman, dedito ormai allo spaccio di droga e così, su due piedi, decide di iniziare un commercio di droga con lui. All’inizio doveva trattarsi di poche produzioni, i quali guadagni avrebbero potuto mantenere la sua famiglia dopo la sua futura morte, ma subito dopo si rende conto di essersi sentito vivo per la prima volta nella sua vita e, da allora, continuerà la sua produzione di metanfetamina insieme a Jesse, formando un vero e proprio impero, di cui lui, Walter White ,o meglio, Heisenberg, diventerà alla fine il capo.

Ma ovviamente ciò accade non senza persone che cercarono di ostacolarlo: il cognato di Walt, Hank, agente della DEA; la moglie Skyler che farà continuamente pressione sul suo comportamento; Gustavo Fring e il suo Pollos Hermanos, il cartello messicano, e anche lo stesso rapporto fra lui e Jesse.

Breaking bad non è solo una serie televisiva: è vita, è passione, è lotta, piacere, dolore, è capolavoro dei capolavori.

Una volta visto farà per sempre parte di noi!

 

La condanna – Anne Holt

Dina ha solo tre anni quando rimane uccisa in un tragico incidente stradale.

Poco dopo, sua madre muore in maniera sospetta e il padre di Dina, Jonas, viene condannato per il suo omicidio.

Quindici anni dopo, nel 2016, il detective Henrik Holme deve occuparsi di quello che è ormai un cold case.

Sembra un fascicolo come tanti tra quelli finiti nel tempo sulla sua scrivania, ma fin da subito qualcosa non quadra, nell’arresto e nel processo di Jonas.

Così, Holme prova a convincere la donna che gli ha insegnato il mestiere, Hanne Wilhelmsen, che l’uomo potrebbe essere stato vittima di un errore giudiziario.

Insieme, i due investigatori non ci metteranno molto a scoprire che le cose sono molto più complesse di quanto non appaiano a prima vista e che quello di Jonas è legato ad altri due casi del passato, un suicidio e un rapimento.

Si è davvero trattato di un errore giudiziario? Un innocente è stato davvero condannato? Come è successo, e perché?

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Prodotto da Alessandro Greco | CEO

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