Sally – Vasco Rossi

Nel 1994, il rinomato artista Vasco Rossi, pubblica uno degli album che ha segnato la storia della musica Italiana contemporanea, “NESSUN PERICOLO…PER TE”.

“Sally” la scrisse nella barca di un suo amico a Saint-Tropez, dopo una notte da Rock Star piena di donne e divertimento.

Durante quella famosa notte, Vasco, s’innamorò di tutte le ragazze che c’erano, trovandosi a fine serata con le mani in tasca e pieno di eccitazione da dover smaltire, decidendo così d’imbracciare la chitarra.

L’alba è alle porte ma il contesto della canzone è serale, le parole della canzone gli arrivano velocemente tanto da non riuscire a scriverle interamente cercando di velocizzare la mano e creando scarabocchi.

Mentre scrive si accorge che non sta parlando della segretaria o dell’amante del suo amico, bensì, di se stesso!

Diversi anni dopo la pubblicazione del disco, Vincenzo Mollica intervista Vasco chiedendogli com’è nata questa canzone, egli non potè che rispondere “Sally l’ho scritta così al volo, tutta di fila.” alché il giornalista gli chiese “E, per curiosità, quanto ci hai messo a scrivere Sally?” rispondendo, come solo lui avrebbe potuto fare, con un semplice “ci ho messo…quarant’anni!”.

Incredibile come in 4 minuti e circa 40 secondi si possa parlare di una vita intera piena di delusioni, sconfitte, ma sopratutto di vittorie e rivincite!

“…forse la vita non è stata tutta persa 
forse qualcosa s’è salvato 
forse davvero non è stato poi tutto sbagliato 
forse era giusto così …”

forse, forse, forse, “…forse ma forse ma si…”

La condanna – Anne Holt

Dina ha solo tre anni quando rimane uccisa in un tragico incidente stradale.

Poco dopo, sua madre muore in maniera sospetta e il padre di Dina, Jonas, viene condannato per il suo omicidio.

Quindici anni dopo, nel 2016, il detective Henrik Holme deve occuparsi di quello che è ormai un cold case.

Sembra un fascicolo come tanti tra quelli finiti nel tempo sulla sua scrivania, ma fin da subito qualcosa non quadra, nell’arresto e nel processo di Jonas.

Così, Holme prova a convincere la donna che gli ha insegnato il mestiere, Hanne Wilhelmsen, che l’uomo potrebbe essere stato vittima di un errore giudiziario.

Insieme, i due investigatori non ci metteranno molto a scoprire che le cose sono molto più complesse di quanto non appaiano a prima vista e che quello di Jonas è legato ad altri due casi del passato, un suicidio e un rapimento.

Si è davvero trattato di un errore giudiziario? Un innocente è stato davvero condannato? Come è successo, e perché?

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Ahimé! Ah vita! – Walt Whitman

Ahimè! Ah vita! di queste domande che ricorrono,
degli infiniti cortei di senza fede, di città piene
di sciocchi,
di me stesso che sempre mi rimprovero (perché chi più
sciocco di me, e chi più senza fede?)
di occhi che invano bramano la luce, di meschini scopi,
della battaglia sempre rinnovata,
dei poveri risultati di tutto, della folla che vedo sordida
camminare a fatica attorno a me,
dei vuoti ed inutili anni degli altri, io con gli altri legato
in tanti nodi,
la domanda, ahimè, la domanda così triste che ricorre –
Che cosa c’è di buono in tutto questo, ahimè, ah vita?

Risposta

Che tu sei qui – che esiste la vita e l’individuo,
che il potente spettacolo continua, e tu puoi contribuirvi
con un tuo verso.

 

Io sono Dio – Giorgio Faletti

Un’onda assassina sta colpendo la città di New York.

Cariche esplosive al napalm tirano giù i palazzi come fossero di cartapesta, seminando morte e distruzione.

Il killer che si nasconde dietro questa devastazione sembra ineffabile più di uno spettro: non rivendica le proprie azioni, non lascia traccia, non si firma.

Ma una giovane detective, aiutata da un fotoreporter con un passato discutibile da farsi perdonare, sembra aver trovato una chiave per risolvere il rompicapo.

E risalire all’origine del male.

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Gabbiani – Vincenzo Cardarelli

Non so dove i gabbiani abbiano il nido,
ove trovino pace.
Io son come loro
in perpetuo volo.
La vita la sfioro
com’essi l’acqua ad acciuffare il cibo.
E come forse anch’essi amo la quiete,
la gran quiete marina,
ma il mio destino è vivere
balenando in burrasca.

 

Il giorno prima della felicità – Erri De Luca

Don Gaetano è uomo tuttofare in un grande caseggiato della Napoli popolosa degli anni cinquanta: elettricista, muratore, portiere dei quotidiani inferni del vivere.

Da lui impara il giovane chiamato “Smilzo”, un orfano formicolante di passioni silenziose.

Don Gaetano sa leggere nel pensiero della gente e lo Smilzo lo sa, sa che nel buio o nel fuoco dei suoi sentimenti ci sono emozioni che arrivano nette alla mente del suo maestro e compagno.

Scimmia dalle zampe magre, ha imparato a sfidare i compagni, le altezze dei muri, le grondaie, le finestre – a una finestra in particolare ha continuato a guardare, quella in cui, donna-bambina, è apparso un giorno il fantasma femminile.

Un fantasma che torna più tardi a sfidare la memoria dei sensi, a postulare un amore impossibile.

 

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Supplica a mia madre – Pier Paolo Pasolini

È difficile dire con parole di figlio
ciò a cui nel cuore ben poco assomiglio.

Tu sei la sola al mondo che sa, del mio cuore,
ciò che è stato sempre, prima d’ogni altro amore.

Per questo devo dirti ciò ch’è orrendo conoscere:
è dentro la tua grazia che nasce la mia angoscia.

Sei insostituibile. Per questo è dannata
alla solitudine la vita che mi hai data.

E non voglio esser solo. Ho un’infinita fame
d’amore, dell’amore di corpi senza anima.

Perché l’anima è in te, sei tu, ma tu
sei mia madre e il tuo amore è la mia schiavitù:

ho passato l’infanzia schiavo di questo senso
alto, irrimediabile, di un impegno immenso.

Era l’unico modo per sentire la vita,
l’unica tinta, l’unica forma: ora è finita.

Sopravviviamo: ed è la confusione
di una vita rinata fuori dalla ragione.

Ti supplico, ah, ti supplico: non voler morire.
Sono qui, solo, con te, in un futuro aprile…

 

Fabrizio Cristiano De André

Fabrizio Cristiano De André (Genova, 18 febbraio 1940 – Milano, 11 gennaio 1999) è stato un cantautore italiano.

Molti testi delle sue canzoni raccontano storie di emarginati, ribelli, prostitute e persone spesso ai margini della società, e sono ritenute da taluni delle vere e proprie poesie,tanto che alcune di esse sono state inserite in antologie scolastiche di letteratura.

Era conosciuto anche come Faber, il soprannome datogli dall’amico d’infanzia Paolo Villaggio e derivante dalla predilezione del futuro cantautore per i pastelli della Faber-Castell.

In quasi 40 anni di attività artistica, De André ha inciso tredici album in studio, più alcune canzoni pubblicate solo come singoli e poi ripubblicate in varie antologie.

Di simpatie politiche anarchiche, libertarie e pacifiste, è stato anche uno degli artisti che maggiormente ha valorizzato la lingua ligure ed esplorato, in misura minore, il sardo gallurese e il napoletano.

La popolarità e l’alto livello artistico del suo canzoniere hanno spinto alcune istituzioni a dedicargli vie, piazze, parchi, biblioteche e scuole da subito dopo la sua prematura scomparsa.

 

Invito a cena – Joshua Ferris

Le moderne tribolazioni del matrimonio, l’ambizione e la paura di cadere in tentazione, la solitudine e il tentativo di superare il proprio isolamento, l’amore vissuto sognato o mai nato. Tutte esplorate attraverso la prosa dinamica e la feroce satira che hanno reso Ferris uno dei più acclamati romanzieri dei giorni nostri. Ognuna di queste storie si addentra nelle incomprensioni, spesso esilaranti, che accadono tra gli sconosciuti e gli amanti, e che trasformano le vite ordinarie in vite straordinarie. Ferris mostra a quali lunghezze viviamo per comprendere il significato umano dal nostro tempo sulla terra, uno sforzo sempre più disperato nella direzione della redenzione.

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Prodotto da Alessandro Greco | CEO

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